Il quaderno dell’agronomo: la disposizione dei fili

Francesco Campanella Blog, Il quaderno dell'agronomo

E’ passato un sacco di tempo dall’ultimo post sulle pratiche agronomiche, nel frattempo abbiamo raccontato le nostre emozioni di Capodanno di…Vino, del Vinitaly e di Spoleto Tipica, ma finalmente è arrivata l’ora di rimettere mano al nostro vigneto. L’operazione in questione è la disposizione dei fili, ossia una pratica che va eseguita soltanto dopo aver posizionato tutti i pali, pertanto vediamo in dettaglio questa particolare operazione.

“Prima della disposizione dei fili sono stati inseriti nel terreno tutti i pali in c.a. (cemento armato) all’inizio e alla fine di ogni filare, detti “capotesta”, che fungono da supporto per il fissaggio dei fili di acciaio. Fatto ciò vengono inseriti nel terreno in prossimità delle testate (o capotesta) dei cavi di acciaio, che mediante una fune (sempre in acciaio) vengono collegati alla relativa testata, questo per evitare che il palo in c.a. si raddrizzi con il tempo per effetto della tesatura dei fili di acciaio.

A questo punto possiamo procedere con la descrizione della disposizione dei fili, che può essere schematizzata in tre fasi principali:

PRIMA FASE: Srotolamento del filo e primo ancoraggio

Questa fase iniziale consiste nel srotolare le bobine dei fili di acciaio mediante l’ausilio di una girante. Nel nostro caso Gabriele e Mauro hanno pensato di utilizzare una vecchia ruota sgangherata, ma che è risultata geniale, posizionandola sulla benna del trattore ad un’altezza utile in modo tale da agevolare l’operazione. Mentre Mauro controllava lo srotolamento del filo Gabriele portava il capo del filo all’estremità opposta del “filare”, ancorandolo al capotesta.

SECONDA FASE: Inserimento del filo nei ganci

Tale fase consiste nel disporre il filo nei ganci di ogni singolo palo che compone il “filare”. Quindi, Gabriele durante il ritorno dall’altra estremità in cui era, agganciava il filo ai pali di acciaio.

TERZA FASE: Tesatura del filo e ancoraggio finale.

L’ultima fase è quella dell’ancoraggio al capotesta di partenza, ovvero viene mozzato il filo lasciando una lunghezza necessaria per l’ancoraggio stesso, viene tesato ed infine ancorato a mano al capotesta. Sicuramente questa particolare operazione è una delle più faticose.

La disposizione dei fili, lungo uno stesso filare, avviene su tre livelli ossia vengono disposti fili su tre altezze differenti. Alla prima altezza, quella più bassa, viene disposto un solo filo con uno spessore maggiore degli altri, con la funzione di sostegno al cordone speronato della vite una volta che ha raggiunto tale altezza. Gli altri due livelli, servono a controllare il fogliame delle viti, ciascuno ha due fili uno a destra e l’altro a sinistra in modo tale da guidare la vegetazione delle piante.”

A questo punto il nostro vigneto di Trebbiano Spoletino è quasi completato, ciò che rimane è la disposizione delle canne che affronteremo successivamente. Ora ci attendono eventi come Umbria Wine Festival e Vini nel Mondo per far conoscere il   nostro progetto sul Trebbiano Spoletino e Save The Last Grape.

A presto,

Francesco