Ciò che distingue un vino dagli altri è la sua bontà, ciò che lo rende unico è la sua realizzazione. Questo è il concetto alla base dell’eccellenza del nostro vino, come espressione di un territorio ricco di storia, tradizione e cultura. Da oltre trent’anni cerchiamo di valorizzare al meglio i frutti della terra in cui viviamo, ed è con quest’esperienza che intendiamo trasmettere la passione per l’alta qualità attraverso il vino della cantina Colle Uncinano.Claudio Campanella

Storia

La nostra cantina nasce nel Maggio del 2005 dal mio desiderio e quello di mia moglie Lorella di dar vita ad un sogno che avevamo in mente da moltissimo tempo. Quel sogno nel cassetto di realizzare un vino tutto nostro, dove passione ed esperienza, fantasia e duro lavoro prendono forma in una semplice bottiglia. Ci sono voluti almeno due anni, prima di imbottigliare il nostro vino ma nel Luglio del 2007 siamo riusciti ad avere le prime bottiglie di Soviano Regale e Cruor Nobile con annata 2005. Vini così pregiati non potevamo venderli nell’immediato ma avevano bisogno di affinamento in bottiglia, per questo, terminato il nostro agriturismo Il Molino Antico abbiamo deciso di adibire parte di esso all’invecchiamento delle nostre bottiglie, ideale con le sue mura spesse risalenti al 1600 di conservare a temperatura costante i vini appena fatti.

Tecnologia Enologica

Produrre vino richiede non solo un’alta qualità delle uve ma anche un parco tecnologico adeguato e all’avanguardia, necessario a conservare la freschezza di tutto il lavoro svolto in vigna. I macchinari utilizzati nella vinificazione sono concepiti in modo tale da non alterare in alcun modo le caratteristiche delle nostre uve e successivamente dei nostri vini, mantenendo in questi la più totale genuinità. La nostra cantina è stata progettata per svolgere tutte le funzioni per la produzione del vino e del suo confezionamento, partendo dall’introduzione delle uve in cantina nel più breve tempo possibile, fino all’imbottigliamento del vino così ottenuto.

Vinificazione per Macerazione Alcolica

La vinificazione è il processo biochimico di trasformazione dell’uva in vino e del suo affinamento. La fase di trasformazione ha inizio quando le uve, una volta raccolte e trasportate nel più breve tempo possibile in cantina, vengono introdotte nella diraspa-pigiatrice. La funzione di questo macchinario, è quella di separare i raspi dagli acini e pigiare quest’ultimi in modo tale da rompere la loro buccia. Una volta avvenuta la diraspatura e la pigiatura delle uve, i raspi vengono buttati, mentre gli acini insieme al succo d’uva vengono fatti confluire, mediante un sistema di canalizzazioni e tubi, in particolari vasche di acciaio inox dette vinificatori. A questo punto inizia il processo di fermentazione alcolica, nella quale alcuni lieviti, presenti sulla buccia degli acini d’uva, trasformano lo zucchero contenuto in essi in alcol. Tale fermentazione è operata da un particolare gruppo di microrganismi, i lieviti Saccharomyces, dei quali i più comuni sono quelli appartenenti alla specie S. Cerevisiae. Mediante questo processo tutto il mosto, ricco in zucchero, viene trasformato in vino, ricco in alcol. Successivamente avviene la fermentazione malolattica, ossia un evento fermentativo caratteristico che porta il vino a maturazione e durante il quale l’acido malico, il più aspro, si trasforma in acido lattico, più delicato al gusto. La fermentazione malolattica permette, generalmente, di ottenere un vino più morbido ed equilibrato, maggiormente persistente, più ricco di corpo e con profumi più fini. I toni erbacei divengono meno marcati e si accentuano le sfumature di noce, vaniglia, spezie, cuoio e tostature. Il processo di fermentazione malolattica, avviene in botti di acciaio inox per vini delicati e in botti di legno per quelli di maggior corpo e struttura. L’affinamento in bottiglia porta a conclusione il processo di vinificazione, ma non esiste regola o legge che ci consenta di sapere quando il vino ha raggiunto il suo apice della maturazione.

Vinificazione in Bianco e per Criomacerazione

La vinificazione in bianco viene praticata nella stragrande maggioranza dei vini bianchi e consiste nel far partire la fermentazione alcolica dopo aver pressato le uve bianche appena diraspate. Questo processo deve avvenire in modo tale da limitare il più possibile il contatto del mosto con l’ossigeno, sia in pressa che in vasca,  mantenendo così i profumi intatti. A differenza della vinificazione in bianco, nella vinificazione per criomacerazione, le uve appena raccolte e pigiate vengono cosparse di ghiaccio secco in modo tale da abbassare drasticamente la loro temperatura e messe a macerare (senza fermantare) per due giorni nei vinificatori a temperatura molto bassa. Tale processo, consente di bloccare la fermentazione alcolica e conferire al mosto una grande quantità di profumi e aromi, altrimenti perduti. Una volta avviato il processo fermentativo a temperatura controllata, il vino viene lasciato riposare in tini di acciaio inox oppure in barriques di legno di rovere da 2,25 hl, dove completerà la sua maturazione.

Vinificazione in Rosato

Nel caso dei vini rosati, la vinificazione avviene in modo simile ai bianchi con la differenza che dopo aver diraspato e pigiato le uve, quest’ultime non vengono pressate ma solo setacciate le bucce. Soltanto il succo (mosto) viene utilizzato nella fermentazione alcolica, che avviene un giorno dopo la raccolta dopo aver refrigerato per una notte il mosto nel vinificatore. Infine, avvenuta la fermentazione a temperatura controllata viene fatto riposare il vino nello stesso serbatoio di acciaio inox prima di essere imbottigliato.


Storia enologica Umbra

L’Umbria è fra le più suggestive e affascinanti regioni d’Italia. E’ l’unica regione della parte peninsulare che non è bagnata dal mare, e il suo territorio è in prevalenza collinare, una condizione che consente un’ottima coltivazione della vite. Da nord a sud, da est a ovest, in Umbria è un continuo salire e scendere di colli e pendii, caratterizzati dall’ordinato schieramento dei vigneti, intervallati dalle innumerevoli località ricche di arte, storia e tradizione. Oltre che per i suoi incantevoli paesaggi, l’Umbria è da sempre apprezzata per la sua ricchezza culturale, storica e artistica. Il vino è uno dei pilastri della cultura enogastronomica della nostra regione, che affonda le proprie radici nelle tradizioni contadine e rurali. La storia enologica dell’Umbria inizia 3000 anni fa con gli Etruschi, il glorioso e misterioso popolo che si stabilì nella parte occidentale della nostra regione. Il prestigio dei vini umbri fu molto alto anche durante la successiva epoca Romana, e molte sono le lodi scritte da grandi e importanti autori del passato, come Plinio il Vecchio e Marziale, che ne decantarono le qualità nelle loro opere. Verso la fine del 1400 il vino umbro era molto apprezzato, soprattutto dai grandi artisti, che avevano la consuetudine di chiedere che parte del compenso per le loro opere fosse conferito in vino; così fecero il celebre pittore perugino Bernardino di Betto, detto il Pinturicchio, e il grande Pietro Vannucci, detto il Perugino. In epoche successive, in Umbria come in altre regioni d’Italia, il vino era prodotto in grandi quantità a scapito della qualità, essendo una fondamentale risorsa di sostentamento per coloro che lo producevano. All’inizio degli anni ‘60 dello scorso secolo, in Umbria si poté assistere ad un rilancio dell’enologia e della viticoltura. I produttori della regione iniziarono ad abbandonare la produzione di massa in favore di una migliore qualità del vino.